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il genio dello streaming gomorra 3

Camorra dandy: perché i criminali hipster di 'Gomorra 3' sono puro genio drammatico

La terza stagione di 'Gomorra' conferma il successo di pubblico delle prime due. E ribadisce chiaro e tondo un concetto: che mostrare le logiche del potere educa.

Carolina Iacucci

Due le puntate finora notevoli, due i climax emotivi della stagione: Ciro, autoesiliatosi in Bulgari a , sconta il proprio inferno terreno dopo la morte della figlioletta, vivendo come un francescano sui generis nell'appartamento spoglio di un palazzo fatiscente ai margini della città e della vita. È sempre spietato, ma l'incontro con una giovanissima albanese adescata per compiacere sessualmente il rampollo della mala bulgara fa scattare in lui qualcosa: al bagno di sangue, messo a punto con la solita freddezza, segue la liberazione della ragazza che Ciro riaccompagna a casa, prima di tornare lui stesso in Italia, alla propria, di casa, o, almeno, a qualcosa di simile. L'ultima scena della puntata tre della stagione tre di 'Gomorra' è un piccolo capolavoro di artigianato drammaturgico: la carezza sul viso della giovanissima albanese, affamata e infreddolita, eppure salva, fissata dalla fotografia seppia, tanto rarefatta quanto materica, riassume, nel gesto apparentemente banale, ma in realtà ponderoso, di Ciro, la complessità dell'animo umano che può essere a capriccio nero carbone o bianco agnello. Altrettanto potente è il finale della sesta puntata, quando la moglie e il figlio disabile di un uomo onesto che, per essersi insubordinato si è ritrovato una pallottola in testa, osservano pietrificati il cranio bucato del marito e del padre che amavano e di cui ora è rimasto solo un corpo morto. Ad uccidere il brav'uomo davanti agli occhi del figlio in carrozzina, in una scena quasi 'sorrentiniana', Enzo 'Sangue Blu', la principale new entry di questa stagione, prototipo del malavitoso hipster. Capelli curati, vestiti affatto dozzinali, occhi azzurri e liquidi: insieme al 'pettinato' Valerio, erede dell'alta borghesia napoletana, rappresenta uno dei nuovi modelli sociologici in cui la criminalità s'incarna, scombinando e risemantizzando i codici su si era fino ad ora incardinata. L'evoluzione della fenomenologia mafiosa e delle sue concrezioni somatiche e stilistiche è il fulcro intellettuale della nuova stagione di Gomorra che sacrifica, in parte, emozionalità e suspense per indagare un lato inesplorato — e, dunque, risparmiato dai cliché — della seduzione malavitosa che s'estende, tentacolare, a contesti sociali che vengono erroneamente creduti impermeabili al cortocircuito criminale.

Benché arrivino, ad ogni nuova stagione puntali, le accuse di sensazionalismo e di immoralità, Gomorra resta un esempio della televisione migliore che raccoglie la missione 'pedagogica' del teatro: instillare nel pubblico un sentimento di empatia nei confronti di chi, pure, non meriterebbe nessuna comprensione. Cercare di capire il male dalla parte di chi lo fa è insieme focus drammaturgico e scelta ideologica che rifiuta di semplificare la lettura della società riducendola al binarismo e alla rigida opposizione di contrari. Suggerire che l'osceno sia osceno perché mostrato sulla scena e non perché ontologicamente tale è un pensiero pericoloso e nasconde un'abitudine culturale a far coincidere la rimozione di qualcosa di disturbante dal proprio campo visivo dalla sua rimozione nella coscienza individuale e collettiva. È, interessante, inoltre, osservare come la serie affronti la questione del femminile e degli equilibri tra i sessi, a cui questo 2017 agli sgoccioli ha tributato un'attenzione preminente: se le prime due stagioni, soprattutto attraverso l'indimenticato personaggio di Imma e quello di Patrizia, avevano esplorato più scrupolosamente la partecipazione delle donne alle gerarchie criminali, in Gomorra 3 la dimensione femminile della malavita è investigata in modo più obliquo, ma sempre con la medesima riflessione conclusiva, ossia che il potere trascende il genere e chi fa girare i soldi — e l'adrenalina — è rispettato e onorato comunque, a prescindere dal suo sesso. La percezione di essere nella posizione di poter intimidare legittima il comportamento predatorio che, qualunque forma esso assuma, è indipendente da un dato biologico o di genere, ma risponde tristemente ad una costruzione socio-culturale.

il genio dello streaming gomorra 3

Source: https://medium.com/@carolinaiacucci/camorra-dandy-perch%C3%A9-i-criminali-hipster-di-gomorra-3-sono-puro-genio-drammatico-a6a1b92a80c0

Posted by: johnsontindst.blogspot.com

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